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Come risolvere l'insonnia affidandoci all’Ayurveda?

fasi del giorno, insonnia

I profili Dosha

L’Ayurveda identifica l’insonnia (in sanscrito Anidra) come la conseguenza di un eccesso di un Dosha rispetto ad un altro o la combinazione di due profili.

 Le diverse tipologie di questo malessere si basano sulla qualità dei Dosha in squilibrio o sulla loro combinazione. Le varie combinazioni dei Dosha con la rispettiva costituzione, Prakriti, dimostrano i numerosi quadri sintomatologici nonché  i vari sintomi di quello che possono trasformarsi in depressione, ansia e altre patologie.

L’Insonnia di tipo Vata

Leggerezza e la mobilità di questo Dosha rendono difficile il riposo mentale.  Questa caratteristica di Vata va a contrastare con il quieto dormire dell’individuo: una persona con un eccesso di Vata, infatti, avrà difficoltà ad addormentarsi perché rifletterà e rimuginerà su quanto è successo durante la giornata appena trascorsa. Inoltre, il sonno sarà leggero ed agitato in quanto caratterizzato da sogni movimentali e avrà tendenza a svegliarsi presto soprattutto tra le 2 e le 5, il periodo dominato dal Vata Ambientale.

L’Insonnia di tipo Pitta

L’attività continua ed incessante di Pitta sarà l’origine dei disturbi dell’individuo di tipologia Pitta, soprattutto se il paziente andrà a dormire tardi. Una persona Pitta, infatti, non avrà chiara percezione di stanchezza e rimarrà sveglia a lungo soprattutto perché le caratteristiche tipiche di Pitta si esaltano nella notte, periodo caratterizzato da un intensa attività mentale, principalmente relativa alle attività diurne e i disturbi del sonno saranno accentuati anche dalla tendenza ad indulgere in spuntini notturni in virtù dell’apparente assenza di necessità di dormire. Tutti questi fattori porteranno un peggioramento della qualità del sonno: i pazienti, al risveglio, avranno la sensazione di non aver dormito.

L’insonnia di tipo Kapha 

I disturbi del sonno per Kapha sono rari e caratterizzati principalmente da letargia e sonno eccessivo, motivo per cui i pazienti si risvegliano non riposati. Gli individui caratterizzati da Kapha, per calimerare la sensazione, tenderanno a risvegliarsi in tarda mattinata e questa scelta peggiorerà la loro sensazione di stanchezza. È una situazione frequente in situazioni di depressione primaria e, in correlazione, può essere presente l’obesità.

Il sonno e l’Ayurveda: lo Shirodhara

Fra i trattamenti fisici che meglio di altri riescono a riequilibrare gli eventuali squilibri e le combinazioni doshiche è lo Shirodhara. Lo Shirodhara è un trattamento che generalmente (dipende da tanti fattori) dura dai 45 ai 60 minuti ed è caratterizzato dalla caduta costante di una sostanza liquida che viene fatta colare sulla fronte attraverso un movimento oscillante.

Lo Shirodhara, inoltre,è considerato, in Ayurveda, come uno dei più importanti trattamenti fisici in psichiatria dati i risvolti psicofisiologici e apporta grandi benefici come:

  • Il riequilibrio delle attività intellettive ed emozionali;
  • I problemi di memoria e di attenzione;
  • La cefalea;
  • I disturbi di personalità;
  • La depressione.

L’insonnia e l’Ayurveda: i consigli utili per dormire bene

Nonostante ci sia la necessità di uno schema terapeutico personalizzato, è possibile adottare semplici regole che si rivelano utili per migliorare la qualità del nostro sonno. L’Ayurveda propone alcuni utili consigli validi:

  • Riserva al sonno il tempo necessario. La vita moderna ci costringe a ridurre i nostri tempi in maniera innaturale, lasciando per le necessità fisiologiche solo alcuni ritagli. È una cosa, in realtà, sbagliatissima. È importante la regolarità: non andare a letto non dopo le 23 e svegliati presto: non più tardi delle 7.
  • Controlla l’alimentazione. I pasti alla sera dovrebbero essere caldi ed oleosi e non dovrebbero mai risultare troppo pesanti o eccessivi. È bene, inoltre, far trascorrere almeno 2 ore tra la cena e il momento di andare a letto.
  • Lavati i denti dopo cena e non prima di andare a letto. Lavarsi i denti con lo spazzolino ha una funzione attivante per tutto il sistema nervoso. È un’azione, quindi, che dovrebbe utilizzata proficuamente al mattino, mentre di sera può attivare Vata, creando un ostacolo al naturale addormentamento.
  • Prima di andare a letto, massaggia con cura la pianta dei piedi con olio tiepido e bevi una tazza di latte caldo magari con l’aggiunta di un po’ di noce moscata.
  • Non guardare la televisione o non usare il pc prima di andare a letto. È un’abitudine molto malsana e si dovrebbe evitare. A dir la verità, l’apparecchio televisivo non dovrebbe essere presente nella camera da letto.
  • Meditazione, preghiera e gli esercizi di respirazione. È importante cercare di vuotare la testa dai pensieri quando si va a letto.

Il sonno è la modalità naturale entro la quale il corpo può nutrire la mente e lo spirito.

Il sonno, infatti, ci permette  non solo di rinnovare il nostro corpo ma anche di mantenere in equilibrio le nostre funzioni psicofisiche, rappresentando un elemento essenziale per la nostra salute.

L’importanza del sonno non è solo illustrata all’interno dei dossier scientifici ma anche in Ayurveda ove assume un importante ruolo assieme all’alimentazione, rappresentando un aspetto importante di uno stile di vita sano nonché il suo mantenimento.

La perdita del sonno o insonnia, è un problema molto diffuso e complesso: che si abbiano problemi nell’addormentamento o peculiari alterazioni che riguardano la qualità e la durata del sonno, il problema esiste ed è necessario risolverlo.

I disturbi del sonno influiscono in maniera determinante sulle attività quotidiane ed in particolar modo in quelle dove è richiesto un più alto livello di attenzione e prontezza.

Prakriti e il sonno: i profili

Secondo l’Ayurveda, la quantità di sonno varia da persona a persona a seconda della costituzione psicofisica individuale definita Prakriti.

A seconda della costituzione a cui si appartiene, infatti, variano le abitudini degli individui nonché i bisogni specifici.

  • Coloro che sono caratterizzati da una costituzione prevalentemente Kapha tendono a dormire tanto, generalmente oltre il reale bisogno (per mantenersi al meglio si dovrebbe dormire al massimo 6/7 ore);
  • Coloro che hanno una costituzione prevalentemente Pitta tendono a dormire moderatamente e non più di sette ore;
  • Chi è di costituzione Vata tendono a dormire poco e niente,essendo a loro sufficienti 6 ore o poco meno.

Il sonno e l’Ayurveda: le necessità a seconda dell’età

Le necessità di dormire variano anche in relazione all’età.

Bambini, ragazzi e adulti hanno diverse esigenze derivanti dall’età e proprio per questo hanno diverse necessità:

  • I neonati  devono dormire molto anche 16 ore su 24;
  • i bambini normalmente dormono intorno alle 10 ore,
  • i ragazzi e gli adulti hanno generalmente bisogno 6-7 ore di sonno
  •  le persone anziane tendono a dormire sempre meno: mano a mano, infatti, che l’età avanza solitamente il sonno profondo ha una durata di 4 o 5 ore.

Il sonno e l’ Ayurveda: le Fasi del giorno e i cicli Kapha, Pitta e Vata

L’Ayurveda consiglia di vivere in sintonia con la natura e i suoi ritmi. Ogni giorno siamo attraversati da cambiamenti che a loro volta portano le informazioni dell’ambiente di quel momento. Da queste novità giornaliere derivano:

  • il ciclo Kapha;
  • il ciclo Pitta;
  • il ciclo Vata;

Queste tre fasi si rincorrono dall’alba al tramonto e in alcuni momenti sentiamo aumentare le caratteristiche dei Dosha in maniera proporzionale alla loro presenza nell’organismo. Sempre in virtù di questa legge, le malattie manifesteranno i loro sintomi a seconda dell’ora in cui ci sarà l’eccesso di uno o più Dosha.

I cicli Dosha  

Considerando un orologio ideale, è possibile dividere, secondo l’influenza doshica, le 24 ore in 3 coppie di periodi, considerando che i passaggi sono graduali. Rapportando le ore al Tridosha, è possibile capire attraverso la sua raffigurazione grafica, quali sono i momenti in cui il Dosha si accentua e diminuisce:

  • Dalle 6 alle 10 della mattina e dalle 18 alle 22 l’ambiente esprime le qualità di Kapha. Questi periodi di tempo sono caratterizzati da un maggiore senso di pesantezza che si traduce nella lentezza a ingranare la marcia. Dal punto di vista patologico, le qualità di Kapha sono espresse dalla depressione che, in quei momenti della giornata, mostrerà i suoi momenti peggiori.
  • Dalle 10 alle 14 e dalle 22 alle 2 prevale il Dosha Pitta. Pitta stimola i processi digestivi e la sensazione della fame che si prova, a differenza dal periodo che va dalle 22 alle 2 in cui questo Dosha stimola la fase più profonda, quella metabolica e della digestione. Le manifestazioni patologiche di Pitta sono le ulcere e presentano i loro sintomi maggiori durante queste ore della giornata.
  • Dalle 14 alle 18 e dalle 2 alle 6 domina Vata . Queste sono le fasi della giornata in cui ci muoviamo di più e interagiamo maggiormente. Dalle 2 alle 4 il sonno è più leggero (infatti ci alziamo spesso per andare in bagno) così come si accentua il flusso mestruale, sempre controllati da questo Dosha. Le malattie correlate a Vata e che generalmente si acutizzano in queste ore sono l’insonnia, frequentissima dalle 2 alle 6 così come gli attacchi di ansia e di panico che avvengono più frequentemente dalle 14 alle 18.

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